venerdì 2 ottobre 2009

Residui iconografici, dove cominciò la storia.

Siamo nel 1997, un nuovo Ateneo viene fondato a Milano: l'università di Milano-Bicocca, prima polo, poi nel giro di qualche mese Ateneo a se stante.

Sfogliando la rete, per caso incappo in un residuo iconografico, una pagina web evidentemente abbandonata a sè stessa, di quel periodo, scritta proprio da un mio collega di allora. Un autorevole personaggio dell'IT oggi.

http://www.stefanopisati.net/MLAB_History.htm

A parte la curiosità: ritrovare una pagina abbondanata da dieci anni che parla di cose che conosciamo personalmente, è come trovare un vecchio guanto in un cassetto di quando si faceva la comunione. O una vecchia foto di quando si era piccoli con il nonno o i compagni di scuola.
La grafica del sito è eloquente, siamo nel periodo naif dell'Internet story. Prima che inventassero il wifi, prima che inventassero Second Life, prima che inventassero Google, Yahoo era un portale e l'unico motore di ricerca assieme ad Altavista, i primi cellulari non analogici giravano, esisteva la Omnitel e non la vodafone, non esisteva l'Adsl e a casa pochi avventurosi usavano modem costosi, che funzionavano a pochi kappa al secondo (contro le molte centinaaia di kbps di oggi).


Ma non è per questo che riporto: lo scrittore del sito scrive qui una cosa che mi riguarda: dove "cominciò" la storia. La mia e la sua personale, la storia del dipartimento e dell'ateneo come sfondo. Mlab oggi è il laboratorio di ricerca Nomadis (Wireless Sensor Network, Movement science e mobilità). Pisati il primo collaboratore di Bisiani a Milano, oggi è uno dei maggiori consulenti di security italiani e esteri.

E i "giovani baldi" dell'MLAB siamo io e altri che ancora lavorano in Biccocca o in dipartimento, o leggono questo sito. Il termine giovani era bonariamente ironico dato che Pisati era giovane anche più di noi. Ma già un fuoriclasse.

Prima che scrivessi libri, entrassi per la prima volta in un aula universitaria ad insegnare sistemi operativi windows e dot Net, prima che mi certificassi, che facessi decine di progetti, che lavorassi all'estero, prima di fare il dottorato e tanto tanto altro.

Il dipartimento di informatica allora aveva solo tre ordinari. E tre laboratori.
Noi "giovani baldi", facevamo letteralmente anche da segreteria studenti.
Rispondevamo alle domande, davamo le guide.
Ci conoscevamo tutti tra noi, compreso il rettore. Non esisteva burocrazia.
Era una realtà nuova e molto grande.


Oggi siamo l'Ateneo "multipurpose" migliore di Milano secondo i parametri MIUR e il più popolato. E uno dei sei migliori di Italia in assoluto.

Merito anche nostro, del nostro lavoro: di migliaia di ore di lavoro spese a creare una intera facoltà che oggi conta più di 30.000 studenti, partendo dal nulla. Una delle esperienza più belle della mia vita, e tuttora in corso.
E' una cosa che non capita spesso di contribuire a costruire un grande Ateneo in una grande città internazionale, partendo "from scratch" dal nulla. E dal basso
.

E non posso non notare i toni con cui anche Stefano (Pisati), già allora, parlava del mio capo, il prof. Roberto Bisiani. E' una persona eccezionale Roberto. Un uomo capace di valorizzare il lavoro dei propri collaboratori in modo straordinario e un ricercatore di grandissima inteligenza.
Una fortuna conoscerlo e incontrarlo, prima come uomo poi come ricercatore e professore.
Larger Than Life.

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SM